L’informatica: Una storia di persone
Una raccolta unica e mai fatta prima di immagini, testimonianze, analisi che percorrono la storia dell’informatica fin dai suoi albori: un itinerario sorprendente che attraversa questo catalogo dell’omonima mostra ideata dal corso di laurea in Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata nel 2018. Perché il computer moderno e Internet sono stati inventati decine di anni prima della loro realizzazione? che cosa c’entra la controcultura degli anni 60 con gli odierni canali social? perché la storia della pedagogia contemporanea o la fantascienza hanno legami strettissimi con l’informatica? come il gioco degli scacchi ha svolto un ruolo decisivo per l’idea di intelligenza artificiale? perché esistono tanti linguaggi di programmazione? Alla fine di questa storia, nessuno potrà più guardare come prima il computer che ha sulla scrivania o il telefono che tiene in mano. «La storia dell’informatica si può raccontare in tanti modi: come una storia di macchine, per esempio. Oppure di idee. Oppure ancora di persone. Qui tentiamo di seguire quest’ultima strada. In mezzo secolo, dalla sua timida comparsa alla metà del Novecento fino all’inizio degli anni 2000 (fin qui la nostra storia arriva), l’informatica è stata la scienza e la tecnologia che ha più influenzato l’umanità, con una velocità mai prima vista. Uno dei primi computer degni di questo nome, l’ENIAC, fu costruito in un unico esemplare, venne a costare in termini attuali 7 milioni di dollari, occupava 167 metri quadri. Qualsiasi telefono di oggi ha una capacità di molti ordini di grandezza superiore. Ma nulla è gratis. Assieme a promesse entusiasmanti nel campo della comunicazione, della partecipazione, dell’educazione, della diffusione della conoscenza e della cultura, l’informatica da tempo pone problemi di difficile soluzione esattamente negli stessi campi che sta trasformando. Conoscere la storia non risolve i problemi, ma aiuta a capirli. Per lo meno convince del fatto che i problemi dell’informatica, esattamente come l’informatica stessa, sono una faccenda umana».